LA MIA GABBIA DORATA

SKINNY FALLEN ANGEL>

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domenica, maggio 27

PARLAMI D'AMORE (Giorgia)

E adesso spiegami tu cosa vuoi da me tu

che lo sai quanto ho amato e sofferto io
mi sfiori mi chiedi corpo e anima

ma se mi vuoi dovrai convincermi e stringermi
parlami d' amore

parlami di te

soffiami sul cuore che bruciava ma già vuole te
parlami d' amore e io ti ascolterò se è vero che mi vuoi non ti deluderò


e di volerti io non smetterò e adesso spiegami tu cosa vuoi da me
tu non ti arrendi neppure se dico no

mi guardi mi scaldi corpo e anima
ma se mi vuoi dovrai convincermi e vincermi

parlami d' amore
parlami di te soffiami sul cuore che bruciava ma
già vuole te parlami d'amore e io ti ascolterò è vero che mi vuoi
non ti deluderò e di volerti io non smetterò
tra i miei sospiri e dietro ai miei non c'è la voglia di amare che non smette mai
io so che tu lo sai so che tu lo sai so che tu lo sai

parlami d' amore
parlami di te soffiami sul cuore che bruciava ma già vuole te
parlami d'amore e io ti ascolterò se è vero che mi vuoi
non ti deluderò e di volerti io non smetterò tu parlami d'amore e ascolterò

svelato da skinny23



a maggio 27, 2007 18:36
in poesie, sensi

voci cristalline commenti (17)



venerdì, maggio 25

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare


Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole

I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?


Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

svelato da skinny23



a maggio 25, 2007 18:28
in poesie

voci cristalline commenti



sabato, maggio 12

..."Lui aveva paura.Aveva paura di calarsi negli "abissi dell'animo umano".

Aveva paura perchè sapeva benissimo che,raggiunto il fondo di uno qualsiasi di questi strapiombi,ci avrebbe immancabilmente trovato uno specchio.

Che rifletteva la sua faccia."

-La paura di Montalbano-A.Camilleri

 

svelato da skinny23



a maggio 12, 2007 13:10
in riflessione

voci cristalline commenti (10)



martedì, maggio 01

[...]Nostalgia! Ho nostalgia perfino di cio' che non è stato niente per me, per l'angoscia della fuga del tempo e la malattia del mistero della vita. Volti che vedevo abitualmente nelle mie strade abituali: se non li vedo piu' mi rattristo; eppure non mi sono stati niente, se non il simbolo di tutta una vita.

Il vecchio anonimo dalle ghette sporche che mi incrociava quasi sempre alle nove e mezzo del mattino? il venditore zoppo dei biglietti della lotteria che mi seccava senza successo? il vecchietto tondo e rubizzo, col sigaro in bocca, che sostava sulla porta della tabaccheria? il pallido tabaccaio ?cosa ne sarà di tutti costoro che, solo per averli sempre visti, hanno fatto parte della mia vita? Domani anch'io scompariro' da Rua da Prata, da Rua da Douradores, da Rua dos Fanqueiros. Domani anch'io - l'anima che sente e pensa, l'universo che io sono per me stesso- si', domani anch'io saro' soltanto uno che ha smesso di passare in queste strade, uno che altri evocheranno vagamente con un" che ne sarà stato di lui?". E tutto quanto ora faccio, quanto ora sento e vivo non sarà niente di piu' che un passante in meno nella quotidianità delle strade di una città qualsiasi.[...]

LIBRO DELL'INQUIETUDINE

Fernando Pessoa

 

svelato da skinny23



a maggio 01, 2007 21:40
in poesie

voci cristalline commenti (4)